Perchè ho deciso di cancellare facebook?
1) Più che un posto dove rimanere in contatto, è diventato un posto per sfigati che vogliono condividere cazzate per perdere tempo
2) E’ graficamente SCHIFOSO, IMPERSONALIZZABILE, PER NIENTE INTUITIVO
3) Cel’hanno TUTTI. E tutti aggiungono tutti. E nessuno, fondamentalmente, si dice niente.
4) Non mi va di essere taggata in ogni cazzo di foto, non mi va di essere taggata per ricordarti il modo nel quale ci siamo conosciuti, non mi va di essere taggata e basta.
5) Mi costringeva a vedere aggiornamenti di persone STUPIDE che scrivevano IDIOZIE. Ma apparte questo, mi costringeva a leggere i commenti di persone ancora più stupide che commentano il fatto che qualcuno si sta pulendo le orecchie.
6) Non sono interessata a sapere che canzone sono, che colore sono, che tipo di cantanti mi piacciono o che carattere ho. Sono tutte cose che le persone dovrebbero sapere anche senza fare dei quiz.
7) Odio ricevere messaggi privati da gente che ci prova spudoratamente e che mi ha trovata cercando per città, hobbies o ancora peggio.. fotografia.
8) Se ho una relazione matrimoniale/affettivata/di parentela con qualcuno.. non ho certo bisogno di aggiungerlo al mio profilo.
9) LA CHAT DI FACEBOOK NON SOLO FA CAGARE MA E’ UN OLTRAGGIO.
10) Mi tiro fuori dalla cerchia di persone trovabili e riconoscibili tramite le foto se vuoi capire meglio di chi sta parlando qualcuno.Facebook è diventato lo strumento per eccellenza per capire chi è o chi non è una certa persona. “Ma dai. Pierino. Non hai capito chi è? Cercalo su facebook!”
Mentre Twitter è un piacevole internet cafè dove la gente scambia opinioni, battute, idee e immagini, senza impegno e senza nessun obbligo. Facebook, è una discoteca dove chiunque entra ed esce a suo piacimento, scambia discorsi inutili e ne esce senza avere arricchito nemmeno un po’ il “suo essere”.
SPRECO DI TEMPO.
Quando ho il raffreddore, e starnutisco spesso, mi piace tenere in mano una tazza di thè bollente. Lo preparo con grande cura accarezzando le foglie con la punta del cucchiaino. Aspetto che l’acqua prenda colore e lo zucchero con un po’ di miele. Una piccola parte di questo rimane a bordo tazza e sarà da quel punto che inizierò a bere. Berrò piano rimanendo in piedi, guardando l’autunno fuori dalla finestra e tenendo salde le mani attorno alla tazza. Se sarò fortunata in quella posizione mi verrà uno starnuto. E per un attimo proverò la sensazione che ho continuamente quando siamo assieme.
“Avanzò sul palco dopo aver sentito il suo nome rimbombare negli autoparlanti.
Mentre camminava si abbassò la gonna.
Con che coraggio aveva potuto indossarla per stare davanti a così tante persone? Non aveva più la grinta che qualche ora prima sprizzava imitando maraya caray con una bottiglia di plastica in mano.
Completamente sola.
I passi che la allontanavano dal microfono si annullavano e riuscì ad avvinghiarlo con le mani così forte, che si preoccupò di non romperlo.
Non è grinta quella che sento dal pubblico, non è emozione quella che le faceva palpitare il cuore. Era solitudine.
Anche se davanti a lei milioni e milioni di persone, con le braccia alzate urlavano il suo nome.
Un peluche a forma di koala le sfiorò il viso. Ricordi di te.
La musica della canzone che tanti mesi prima, prima di tutto questo, le era balenata in testa facendo la spesa con lei le inondò i timpani.
Era il momento di presentarsi, davanti alla gente senza volto che le si stagliava davanti.
Senza volto.
Si lasciò andare alla sua malinconia, ai ricordi dolci e spezzati che quegli accordi le riportavano alla mente.
Cantava come non aveva mai cantato fino a quel giorno.. perché era l’unico modo al mondo che aveva, ora, per sentirsi viva.
Un palloncino di colore sgargiante venne mollato da una mano nel pubblico, e guardandolo si chiese se qualcuno, nel mondo, come lei lo stava osservando con la malinconia di chi si chiede come morirà quel piccolo palloncino che fra poco sparirà dal suo campo visivo.
Come morirà, fuori dal suo campo visivo”
I tuoi occhi felici mi guardano.
Sembrano lontanissimi e invece sono già qua, a pochi centimetri dal mio viso.
Ho avvicinato una delle tante fotografie che ho sul tavolo e l’ho appoggiata, dolcemente, sulla punta del mio naso.
Ti capita mai di pensare che lei sia me?
Guardami.. negli occhi.
E dimmi che non senti niente dentro.
Perchè non posso lavarti via dalla mia pelle..
..e non potrò vederti.. mai più.
jessicaveronica
Ogni mattina mi procuro un giornarle gratuito (metro o city o leggo) e scavo per una decina di minuti selezionando la “più felice notizia del giorno”.
E’ una vera impresa perchè ovviamente di notizie felici ce ne sono ben poche.
Questa è quella di oggi, fonte: city.
Consigliere inglese “vede” aliena in tutù
“L’aliena camminava ancheggiando, indossava un tutù e sorrideva. E’ il racconto di Adrian Hicks, consigliere comunale di Winchester, cittadina a sud ovest di Londra. L’incontro “alieno” sarebbe avvenuto nel 2004, ma Hicks, che temeva di non essere eletto, ne ha parlato solo qualche giorno fa.
Mi è successa una cosa curiosa, e per questa volta opeterò per dimenticare le regole che mi sono preimpostata per il blog, ovvero, non scrivere cose “troppo personali” o che mi sono successe direttamente.
Però vabbè, farò una piccola eccezione.
L’altro giorno mi trovavo sul treno, aveva i soliti 20 minuti di ritardo quindi mi sono ben vista dal prendere fuori il mio netbook e scrivere quello che poi è stato un post che ho lasciato qui qualche giorno fa.
E’ curioso come le persone che ti passano di fianco si imbambolino a fissare lo schermo del tuo pc quando sei su un treno.
Come se non ne avessero mai visto uno insomma..
Visto che quando scrivo mi innervosisce molto che una persona estranea legga quel che scrivo, mi sono seduta in un sedile isolato dagli altri contro il finestrino e mi sono ben vista di lasciare la mia borsa sul sedili di fianco, in modo da evitare che qualcuno ci si sedesse.
Però non mi sono accorta che nel frattempo il treno si era riempito di gente, e una signora mi ha chiesto se poteva sedersi di fianco a me, indicandomi la borsa.
Io non credo nemmeno di averle risposto perchè quando scrivo sono impegnata solo in questo, ovviamente, quindi ho tolto la borsa e l’ho fatta sedere.
Ero nel bel mezzo dell’intervento quindi non avevo lo sbattimento di chiudere e ho fatto finta di non vedere i suoi GROSSI OCCHI A PALLA CHE PALESEMENTE LEGGEVANO QUELLO CHE SCRIVEVO.
Anche perchè quest’anno mi sono ripromessa di essere più buona e non dire tutto quello che penso, se non si tratta di persone che conosco da più di 3 anni.
Quindi ho continuato a scrivere senza cagarla, per quanto ci potevo riuscire, ma a un certo punto ho sentito che dalla mia sinistra proveniva un “pfff”.
La prima volta non ci ho fatto caso.
Continuo a scrivere cercando di rifocalizzare l’episodio di io che vengo segata a un esame, e di nuovo “pffff”.
Mi volto, e scopro che la signora stava facendo di tutto per trattenere una risata per quello che avevo scritto. Anzi per dirla tutta si stava proprio sputtanando.
L’ho guardata e non sapevo se ringraziarla, o insultarla perchè si stava facendo palesemente i cazzi miei.
Ho anche pensato di interrompere il mio racconto scrivendo “ATTENZIONE! PER TUTTE LE PERSONE CHE STANNO LEGGENDO QUESTO INTERVENTO SENZA PERMESSO: SMETTETELA.”
Ma ho deciso di lasciare stare e finirlo del tutto, visto che ormai l’avevo iniziato.
Poco prima della mia fermata, mentre spegnevo il computer, non sono riuscita a stare zitta e voltandomi le ho detto “guardi, mi fa piacere che quello che scrivo le abbia portato il buon umore. Però le consiglio di leggere quello che scrivo quando è ultimato, il mio blog è coffi.tumblr.com, arrivederci”.
Avrei dovuto dirglielo con un tono cortese, e forse non sarei sembrata così stronza.
Ma la cosa mi aveva innervosito alquanto.
Quindi signora, se sta leggendo in questo momento la ringrazio per essere venuta nonostante io sia stata stronza nei suoi confronti. Se invece non passerà mai qui dentro, la prossima volta le schaccerò il naso fra lo schermo e la tastiera del mio portatile.
Io e alcuni miei amici abbiamo creato un blog sul caffè.
Se volete followarci siete i benvenuti, abbiamo impostato il tumblr “aperto” in modo che ognuno può proporci nuovi interventi ovviamente dedicati al caffè.. quindi go go go!!!
Per tutti gli amanti del famoso “caffè ristretto nel grande bicchiere” (di carta aggiungerei io).
http://welovecoffi.tumblr.com/
- alla mattina ci escono solo mugoli prima di aver bevuto un caffè
- il rito del caffè deve sempre essere seguito dal rito della “paglia dopo il caffè”
- leggiamo “wired” e ci intortiamo a parlare di strumenti informatici
- per noi i nerd non sono gli “sfigati” ma sono gli sfigati tosti
- usiamo parole dialettali di varie culture “sono aggubbiato”, “mi viene da stracciare”, “quanto sei sbrenghi oggi?”
- se ci urli alle spalle per attirare la nostra attenzione non ti sentiremo mai: abbiamo sempre l’ipod regolato al volume massimo
- abbiamo un playlist apposta per il treno, in modo da infastidire le persone che ci stanno di fianco
- riusciamo a concentrarci sullo studio solo se ascoltiamo musica
- quando c’è troppo silenzio diciamo “ci vuole un po’ di sound”
- raffiguriamo le nostre espressioni come se fossimo manga
- collezioniamo i pacchetti rari di lucky strike, e siamo fieri della nostra collezione
- ci piace mangiare all’aperto seduti su un gradino o in mezzo a un parco
- c’è cascato il nokia dal secondo piano e funziona ancora benissimo
- passiamo ore a scegliere il tema migliore per i nostri blog, siti, cellulari e pc
- diamo nomignoli alle persone in base alle loro caratteristiche fisiche più marcate: barattolino, thelma e louise, rambo, haker, sciantod
- imitiamo i prof e puntualmente ce li troviamo alle spalle
- ci scambiamo romanzi e discutiamo con le lacrime agli occhi dei capitoli più convolgenti
- ci sono 4 film che in ogni occasione possono essere tirati in ballo: euro trip, mean girl, ragazze interrotte, guida galattica per autostoppisti
- ci sentiamo in messenger per non spendere soldi col cellulare
- quando qualcuno nomina qualcosa da mangiare a tutti viene voglia di quella cosa, e rimane un argomento ricorrente finchè non ci si toglie lo sfizio: sushi, cafè zero, riso alla cantonese…..
- ascoltiamo musica che solo noi conosciamo
- qualsiasi novità della apple diventa mitica dopo un ora che viene posizionata sul sito
- abbiamo una venerazione per l’iphone ma nessuno di noi può permetterselo
- vorremmo aprire più di 20 blog a testa per discutere di ogni cosa che ci appassiona
- siamo abbonati al sito dell’ikea e starbucks
- “non mi avrai davvero taggato in quella foto su twitter?”